Protezione saldatura

Protezione saldatura

 

UNI EN ISO 111611:2008
Indumenti di protezionione utilizzati per la saldatura e i procedimenti connessi.
Marcature CE e DPI di seconda categoria

Specifica i minimi requisiti prestazionali e i metodi di prova  degli indumenti di protezione inclusi cappucci, grembiuli, maniche e ghette destinati alla protezione del corpo di chi degli operatori impiegati in operazioni di saldatura e procedimenti con rischi comparabili.

Gli indumenti di protezione di questo tipo sono destinati a proteggere il portatore contro piccoli spruzzi di metallo fuso, brevi contatti con la fiamma , calore radiante derivante dall’arco e limitare gli effetti di accidentale contatto con conduttori (100v) in normali condizioni di saldatura.

La norma specifica due classi:
 

Classe 1
(livello più basso)
Classe 2
(livello più alto)
Tipo di processo

Livelli bassi di schizzi di metalli fusi e calore radiante

  • Saldatura a gas (acetilene)
  • Saldatura TIG (tungsten inert gas)
  • Saldatura MIG (metal inert gas)
  • Saldatura MMA (manual metal arc - elettrodo al rutile)
  • Saldatura microplasma
  • Brasatura
  • Saldatura a punti

Livelli più elevati di schizzi di metalli fusi e calore radiante

  • Saldatura MMA (manual metal arc - elettrodo basico o cellulosico)
  • Saldatura MAG (metal active gas)
  • Saldatura MIG (metal inert gas con corrente elevata)
  • Saldatura al plasma
Tipo di lavoro

Macchine operatrici

  • Macchine da taglio ossigeno
  • Macchine da taglio plasma
  • Resistenza saldatrici pressione
  • Spruzzatura termica
  • Tavoli di saldatura

Macchine operatrici

  • In spazi chiusi
  • Quando saldatura/operazioni che si sviluppano sopra l'altezza della testa o si svolgono in posizioni difficili
Impatto per schizzi
Perchè si verifichi un aumento di temperatura di 40K
15 gocce 25gocce
Trasferimento calore radiante
con una densità di flusso di calore di 20Kw/m2, l'indice di trasferimento del calore radiante RHTI- per 24° C (RHTI 24)
RHTI 24 ≥ 7s RHTI 24 ≥ 16s

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN SALDATURA

I fattori di rischio ai quali possono essere esposti gli addetti alle operazioni di saldatura sono molteplici e possono essere distinti in due tipologie principali: chimici (fumi e gas) e fisici (radiazioni non ionizzanti, rumore, vibrazioni, elettricità).

I rischi chimici associati alle operazioni di saldatura derivano dallo sviluppo dei fumi di saldatura. Per fumo di saldatura si intende una complessa miscela di più di 40 componenti chimici, inorganici e organici che si liberano durante la fase di riscaldamento ed eventuale fusione del pezzo da saldare. Naturalmente la composizione e la concentrazione dei relativi agenti chimici presenti nei fumi di  saldatura sono strettamente dipendenti dal materiale che si salda, dalla composizione dell’elettrodo, dall’eventuale materiale d’apporto e da sostanze che ricoprono il pezzo  manufatto da saldare.

Il rischio più rilevante connesso ai fumi di saldatura è rappresentato dalla presenza, nei fumi stessi, di metalli allo stato di vapore o di particolato, in percentuali basse, purché ci si limiti ad operazioni che espongano a microdosi; una condizione  che non implica, ma non esclude il rischio di comparsa di quadri da intossicazione acuta da ozono, monossido i carbonio ed ossidi di azoto, che seppur rari, sarebbe opportuno valutare e prevenire e patologie respiratorie.

I rischi fisici: derivano dall’esposizione a radiazioni non ionizzanti, elevate temperature e rumore.

La fiamma, e in misura maggiore l’arco elettrico, emettono radiazioni ottiche sia nello spettro del

visibile che in quello dell’invisibile.

 Le radiazioni ultraviolette, le più energetiche tra le radiazioni non ionizzanti e quindi le più pericolose, sono assorbite quasi totalmente dagli strati protettivi superficiali della cute, potendo causare ustioni di secondo grado, per questo è necessario che l’abbigliamento copra interamente torace fino ai polsi e tutta la gamba fino alla caviglia.

Il rumore può essere determinato dalle ordinarie operazioni di saldatura fiamma ossiacetilenica, come anche dall’eventualità che si sviluppi un arco elettrico, ovviamente con una manifestazione differente sulla soglia uditiva.

Oltre ai rischi direttamente o indirettamente collegati alle operazioni di saldatura esistono anche quelli legati al luogo e alle condizioni di lavoro (caduta di oggetti, schiacciamento degli arti, impiglia mento degli arti in parti in movimento, lavori in quota etc.) ed al tipo di attrezzatura impiegata (elettricità, bombole di gas, tubazioni etc.).

Infine da tenere in considerazione: il microclima, movimenti ripetitivi e posture incongrue.

Il primo influenzato dalla  produzione di calore, in particolare di moderate temperature localizzate in vicinanza della zona di saldatura nel caso dell’uso della fiamma ossiacetilenica , contro le elevatissime temperature negli altri casi. Nella stagione calda, gli aspetti più problematici, sono costituiti dall'ambiente, dai materiali di lavoro e dalla necessità di indossare indumenti protettivi pesanti.

I movimenti ripetitivi e le posture incongrue possono causare danni muscolari e alla colonna vertebrale (scoliosi, lordosi, lombo sciatalgia ).

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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

La dotazione personale si compone generalmente di:

Indumenti protettivi che coprano interamente il torace fino ai polsi  e l’intera gamba fino alla caviglia, conforme alla UNI EN ISO 11611:2008;

Occhiali dotati di protezioni laterali e filtri colorati inattinici, con grado di protezione scelto in funzione dell’intensità della radiazione o schermo facciale con filtro colorato inattinico o a cristalli liquidi per saldatura ad arco elettrico;

Guanti di cuoio o materiale di caratteristiche equivalenti, resistenti alle particelle incandescenti, con protezione del polso e dell’avambraccio;

Scarpe di sicurezza con puntale protettivo;

Grembiule e protezioni parziali di cuoio o in materiale di caratteristiche equivalenti, resistenti alle particelle incandescenti;

Maschera di protezione delle vie respiratorie, se particolari lavorazioni la rendessero necessaria.

Per quanto concerne inoltre i rischi relativi al luogo ed alle condizioni di lavoro:

Elmetto protettivo in caso di caduta di oggetti o di possibile urto della testa contro oggetti ad altezza d’uomo;

Cuffie o inserti auricolari contro il rumore.

ABBIGLIAMENTO

Riferendoci ad operazioni semplici, che comportano l’esposizione a piccole fiamme e fonti di calore non elevate, il cotone trattato e reso ignifugo trova vastissima applicazione.

Perché il cotone? Estremamente tollerabile a contatto con la pelle, grande versatilità, ha una mano fresca e piacevole (e comprendiamo l’insofferenza nell’indossare in estate una camicia a manica lunga) aumentata dalla presenza del poliestere, che invece nel periodo invernale conferisce più calore. Non ha la tendenza alla carica elettrostatica che tanto disturba nelle fibre sintetiche.

La combinazione cotone/ poliestere conferisce resistenza ai lavaggi ripetuti, all’usura, non restringe.

Il cotone può esser reso ignifugo con l’applicazione in superficie di  un prodotto che lo renda resistente al calore, però tale caratteristica scompare dopo un certo numero di lavaggi.

I prodotti ritardati di fiamma maggiormente impiegati nel settore tessile sono: FLOVAN®, AFLAMMIT®,

APYROL, BURNBLOCK, CETAFLAM®, PROBAN®, PYROVATEX®.

L’applicazione della fibra conduttiva di carbonio permette la dissipazione delle cariche elettrostatiche . 

 

SICUREZZA NELLA SALDATURA

 

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